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Il Museo si trova in quello che fu il centro del primitivo villaggio di Campus Maior, che nel secolo X era già notissimo luogo di tappa lungo la via Romea che congiungeva le due antiche colonie romane di Lucca e Luni..

L’apertura di questa “strata romea”, ricordata in molti documenti anche come “via publica”, deve riferirsi al periodo della dominazione longobarda, più esattamente al sec. VIII, quando era re Liutprando ed il suo percorso ricalcava il tracciato dell’antica via romana che sino dal sec. II attraversava questo territorio. Lungo la via sorgevano alcune tabernae, casupole e capanne..

Più tardi l’abate benedettino della Badia di San Pietro vi fondò una cappella dedicata a S. Michele della quale si ha notizia per la prima volta in un documento del 1180. Recenti studi hanno riscontrato però una superficiale interpretazione dell’atto del 925 (conservato nell’Archivio Arcivescovile di Lucca) che ha portato alla convinzione che la chiesa di S. Michele esistesse già nei secoli centrali del Medioevo, perlomeno a partire dal X secolo. Ma lo scavo archeologico documenta la presenza di un edificio di culto precedente al XII secolo, convalidando ciò che la tradizione storica aveva asserito tramite una lettura non appropriata delle fonti scritte. La prima notizia sulla nostra chiesa risale alla fine del XII secolo ed è fornita dal privilegio di papa Alessandro III del 28 aprile 1180 a favore del vicino monastero di S. Pietro, posto sotto la protezione apostolica, cui vennero confermate le proprietà: «in Campo Maiore capellam Sancti Michaellis et capellam Sancti Bartholomei, ecclesiam Sancti Vin[cen]tii cum hospitali et omnibus pertinentiis suis…». La pergamena presenta letture difficili a causa dello stato di conservazione dell’inchiostro, come nel caso della parola “Michaellis”, riscritta da una mano diversa, che potrebbe inficiare la testimonianza dell’esistenza di S. Michele alla fine del XII secolo. Risulta chiaro che S. Michele era alle dipendenze del monastero di S. Pietro probabilmente già da tempo, dato che vi si legge che «in prescriptis capellis sit vobis (ovvero al monastero suddetto) facultate canonice ponendi clericos quas admodum usque ad hec tempora  legitime noscimini tenuisse».

S. Michele presenta la struttura delle semplici pievi toscane, con un’aula unica, coperta a spioventi, e un’abside che sottolinea l’altare maggiore. Il paramento, in bozze di pietra, è a vista sia all’interno che all’esterno.

A poca distanza dalla chiesa di S. Michele di Camaiore venne fondato alla fine del secolo un ospedale con una piccola cappella. Nel febbraio dell’anno 1086 Ildibrando del fu Eaimundo e sua moglie Ava, figlia di Gherardo, donarono a questo ospedale (domum ospitii pauperum) la loro quota di terreni e beni localizzati nelle vicinanze del nuovo edificio, confinanti con una “via publica”, terre di privati possessori, il «fluvio Motroni» e «terra monasterii Sancti Petri iandicti loci Campi Maioris». L’ospedale, situato «in loco et finibus ubi dicitur Ca(m)po Maiore iusta capite de burgo iandicti loci», si trovava nei pressi di una via publica, verosimilmente identificabile con l’attuale via IV Novembre, allora parte del percorso della via Francigena nel tratto che conduceva dalla val Freddana verso la zona dell’attuale Capezzano Pianore per poi proseguire verso Luni correndo ai piedi delle colline della Versilia. Ed é proprio in questo edificio che oggi si trova Museo dell’arte sacra di Camaiore.

L’edificio presenta sulla facciata un doppio ordine di quattro arcate del sec. XVII. Sopra la porta di destra, cioè la porta di ingresso, uno dei 4 nomi di Gesù recanti il taumaturgico monogramma con la data del 1631, l’anno in cui la peste raggiunse il territorio di Lucca. Solo Camaiore ne rimase immune, grazie alla promessa fatta da S. Bernardino due secoli prima (1424-1428), ed a Suor Cherubina dell’Agnus Dei che i camaioresi chiamarono “salvatrice di Camaiore”. Questo Nome di Gesù in effetti si trovava in Via Cafaggio al n° 24. Gli altri tre monogrammi, simili a questo, sono rispettivamente in Via Verdina al n°25, in via IV Novembre al n°128 davanti alla Chiesa di S. Croce e in via XX Settembre al n° 124.

La scritta che vi si legge è: “LIBERA NOS PROPTER NOMEN TUUM DOMINE   MDCXXXI”   (Liberaci per il tuo nome, o Signore 1631).

 

BIBLIOGRAFIA

Francesca Anichini, Stefano Giannotti, L’indagine archeologica della chiesa di San Michele a Camaiore, in «Archeologia medievale» XXXVIII (2011), pp. 223-254.

Pier Paolo Dinelli, Luca Santini, SS. Nome di Gesù tradizione del culto a Camaiore, Camaiore, Lupi, 1991.

 
 

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