Nella sala è esposto una vasto campionario di suppellettili liturgiche selezionate per forma, utilizzo e provenienza: calici, pissidi, ostensori, turiboli, navicelle, reliquiari, vasetti per oli, bacili, brocche, per lo più risalenti al XVIII secolo.

In questo periodo, infatti, anche le parrocchie più piccole riescono a dotarsi di suppellettili liturgici in materiali preziosi grazie al rinnovamento delle attività economiche e produttive. Dalla fine del Settecento è documentata la presenza, in territorio lucchese, del famoso argentiere fiammingo Giovanni Vambrè, autore di varie opere qui conservate.

In questa sala sono esposti anche alcuni parati, diversi per tipologia, colori e tessuti.  Le meravigliose pianete, i sontuosi piviali e le altre vesti sacerdotali provengono da diverse chiese del territorio camaiorese. I paramenti realizzati con vari tessuti sono decorati da ricamati con fili d’oro e d’argento e impreziositi da pietre e perle. Presenti anche le insegne del priore della Collegiata di S. Maria Assunta, che in virtù dell’ autorità che godeva in seno alle gerarchie ecclesiastiche, poteva alzare la mitria e portare il pastorale al pari di un vescovo.

 

 
 

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